Il diritto straniero deve essere individuato e interpretato in conformità con l’ordinamento straniero

30 Settembre 2020 by Giulio Monga

Cass., sez. II civ., sentenza 24 ottobre 2019, n. 27365 – ECLI:IT:CASS:2019:27365CIV

Con sentenza n. 27365/2019, la Corte di cassazione è tornata a pronunciarsi sui principi sottesi alla designazione e applicazione del diritto straniero.

I fatti

Una società francese ottiene un decreto ingiuntivo in Italia nei confronti di un cittadino italiano residente in Italia, a titolo di compenso per l’attività di mediazione svolta nell’ambito di una compravendita immobiliare. Il destinatario dell’ingiunzione di pagamento sostiene che alla società francese sia opponibile una clausola del contratto preliminare che prevede che, nel caso in cui al promittente acquirente (lui, nella specie) subentri un altro soggetto, come effettivamente accaduto, solo quest’ultimo sia obbligato a corrispondere il compenso al mediatore. La società francese non ritiene efficace che le si applichi tale clausola, inserita nello stesso articolo del preliminare che poneva le spese di mediazione a carico dell’acquirente e non del venditore. 

L’ingiunto sostiene che se la clausola contestata dalla società francese fosse inopponibile, si dovrebbe considerare parimenti inefficace la previsione del preliminare che, derogando al diritto francese (applicabile ai sensi dell’art. 57 della legge n. 218/1995) pone le spese di mediazione a carico del venditore e non del compratore. 

La pronuncia

La Corte ribadisce come l’individuazione e l’interpretazione del diritto straniero applicabile soggiacciano al principio iura novit curia di cui all’art. 14 della legge n. 218/1995. Pur potendosi avvalere della collaborazione delle parti e di strumenti anche informali, il giudice ha il dovere di verificare se l’interpretazione proposta dalle parti sia conforme all’ordinamento straniero.