Biglietti aerei acquistati online: la giurisdizione può essere individuata presso il domicilio dell’acquirente

19 Ottobre 2020 di Giulio Monga

Cass., sez. un. civ., ordinanza 8 luglio 2019, n. 18257 – ECLI:IT:CASS:2019:19453CIV

Con ordinanza n. 18257/2019, la Corte di cassazione si è pronunciata, a sezioni unite e per la prima volta, nell’ambito di un regolamento di giurisdizione di una richiesta di risarcimento di danni da parte di due cittadini italiani domiciliati in Italia, nei confronti di una compagnia aerea con sede in Russia a causa di alcuni disservizi conseguenti all’acquisto online di due biglietti aerei.

I fatti

Due cittadini domiciliati in Italia chiedono al giudice italiano il risarcimento per i danni subiti da una compagnia aerea russa in seguito alla cancellazione della tratta Copenaghen-La Avana. La società russa eccepisce il difetto di giurisdizione: dal momento che i biglietti sono stati acquistati online attraverso il sito principale di Mosca, l’Italia non sarebbe né il luogo dell’adempimento né quello del lamentato inadempimento. La giurisdizione italiana non sussisterebbe neanche ai sensi dell’art. 28 della Convenzione di Varsavia del 1929 sul trasporto aereo, che individua come criteri, a scelta dell’attore, il territorio di uno Stato contraente, il domicilio del vettore, la sede principale del suo servizio o del luogo in cui possiede uno stabilimento per cura del quale il contratto è stato concluso, il luogo di destinazione. I due passeggeri affermano invece che sussisterebbe la giurisdizione italiana ai sensi dell’art. 3 della legge n. 218/1995 di riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato nonché sulla base dell’art. 33 della Convenzione di Montreal del 1999 sul trasporto aereo.

La pronuncia

La Corte di cassazione ha stabilito che, nel caso di una controversia avente ad oggetto un’azione risarcitoria tra passeggeri domiciliati in Italia e una compagnia aerea extraeuropea, laddove i biglietti siano stati acquistati online, la giurisdizione può essere individuata presso il “luogo in cui l’acquirente del titolo di viaggio sia portato a conoscenza dell’accettazione della proposta formulata con l’invio telematico dell’ordine e verosimilmente del corrispettivo”, vale a dire presso il domicilio dell’acquirente (art. 33, par. 1, della Convenzione di Montreal del 1999).