Il luogo di esecuzione dell’obbligo di ordinare merce è quello della sede della società obbligata

9 Ottobre 2020 by Giulio Monga

Cass., sez. un. civ., ordinanza 12 giugno 2019, n. 15743 – ECLI:IT:CASS:2019:15743CIV

Con ordinanza n. 15743/2019, le sezioni unite della Corte di cassazione si sono pronunciate su di un regolamento di giurisdizione sollevato nell’ambito di una controversia relativa all’inadempimento dell’obbligo di effettuare alcuni ordinativi di merce da parte un soggetto terzo.

I fatti

Il procedimento de quo riguarda una controversia tra una società italiana e una società britannica relativa all’accertamento dell’inadempimento contrattuale di quest’ultima, con conseguente risoluzione del vincolo e condanna al risarcimento dei danni. La società italiana deduce l’esistenza di un contratto avente ad oggetto attività di ricerca, consulenza, sviluppo e marketing nel quadro di un progetto relativo alla produzione di calzature. Nell’ambito di tale accordo, la società britannica si impegnava anche ad avvalersi del supporto, in qualità di fornitore, di una conceria terza.La società italiana invoca la giurisdizione italiana sulla base dell’art. 7, n. 1 del regolamento n. 1215/2012 sulla competenza giurisdizionale, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni (“Bruxelles I bis”) poiché l’obbligazione dedotta in giudizio avrebbe dovuto eseguirsi in Italia, luogo in cui si trova la sede della conceria coinvolta. La società britannica eccepisce il difetto di giurisdizione contestando l’esistenza di un vincolo contrattuale e affermando che la determinazione della giurisdizione non può essere fondata soltanto sulla prospettazione della domanda ma deve intervenire alla luce della verifica della vera natura della controversia. Sostiene, in particolare, l’inapplicabilità dell’art. 7, n. 1 del regolamento Bruxelles Ibis mancando la volontaria assunzione di obblighi reciproci. La società britannica rileva altresì che il luogo di esecuzione dell’obbligazione di produrre un determinato quantitativo di calzature con pellami ordinati da uno specifico fornitore sia il Regno Unito, potendo soltanto dalla propria sede partire gli ordini di acquisto.

La pronuncia

Le sezioni unite hanno chiarito come non rilevi, ai fini dell’individuazione della competenza giurisdizionale, che il vincolo contrattuale si sia effettivamente perfezionato. È infatti sufficiente la prospettazione della causa petendi per dare applicazione ai criteri exart. 7, n. 1 del regolamento Bruxelles I bis, mentre l’effettività del vincolo costituisce oggetto del giudizio di merito.

In applicazione dei suddetti criteri, le sezioni unite hanno ritenuto non competente il giudice italiano, affermando che il luogo dell’esecuzione di un’obbligazione di realizzare degli ordinativi di merce a fronte dell’esecuzione di attività promozionale svolta dalla controparte non può che individuarsi nel luogo in cui ha sede la società tenuta ad effettuare tali ordini (nel caso di specie, il Regno Unito).