La Scuola Superiore della Magistratura ha da poco pubblicato un ebook gratuito, intitolato “L’efficacia delle sentenze straniere civili in Italia”, scritto da Omar Vanin (docente a contratto nell’Università di Padova e avvocato del foro di Padova).
Come chiarisce il sottotitolo (“Le condizioni poste dall’art. 64 della legge n. 218/1995”) l’opera esamina le condizioni alle quali le sentenze straniere sono ammesse a produrre i loro effetti in Italia ai sensi della disciplina di diritto comune contenuta nell’art. 64 della legge 31 maggio 1995 n. 218, di riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato. Si tratta delle medesime condizioni alle quali una sentenza straniera, se esecutiva nello Stato d’origine, può fungere da titolo esecutivo in Italia, una volta dichiarata esecutiva a norma dell’art. 67 della medesima legge.
L’opera, che costituisce uno dei prodotti del progetto EJNita 2.0, si compone di sette capitoli, uno per ciascuna delle condizioni previste dalla norma (fra cui la c.d. competenza internazionale del giudice straniero che ha emesso la sentenza, la non contrarietà degli effetti della sentenza all’ordine pubblico italiano, il rispetto dei diritti essenziali della difesa nel procedimento straniero, etc.).
Il libro si apre con un’introduzione in cui si dà conto, fra le altre cose, del posto occupato dall’art. 64 della legge n. 218/1995 nella complessa geografia delle norme attualmente applicabili in Italia in materia di riconoscimento ed esecuzione delle decisioni. Vi si spiega, in particolare, che la disciplina di diritto comune entra in gioco quando si faccia questione di una decisione per il cui riconoscimento non operino né norme dell’Unione europea né norme convenzionali, vuoi perché la decisione in questione concerne una materia estranea a quelle regolate da misure legislative dell’Unione e convenzioni, vuoi perché la decisione, pur riguardando una materia regolata da norme uniformi, proviene da uno Stato che non è vincolato da tali norme.
L’introduzione all’ebook ricorda altresì che l’art. 64 della legge n. 218/1995 può venire in rilievo, in qualche caso, anche in rapporto a decisioni rientranti nella sfera applicativa di convenzioni, bilaterali o multilaterali, sul riconoscimento delle sentenze in vigore per l’Italia. Le decisioni soggette a una di tali convenzioni che non soddisfino le condizioni in essa previste sono nondimeno riconoscibili in Italia ove soddisfino le condizioni stabilite dalla normativa di diritto comune. Le convenzioni in discorso, ove non pretendano di ricevere un’applicazione esclusiva, non vietano agli Stati contraenti di servirsi di norme (interne) più favorevoli.
I singoli capitoli del libro di Omar Vanin si aprono con un caso pratico pensato per collocare sin da subito in uno scenario concreto la successiva trattazione. L’esposizione, succinta e di taglio pratico, è completata da una serie di richiami giurisprudenziali alla fine di ogni capitolo e da alcuni suggerimenti bibliografici in chiusura del volume.
Realizzata in collaborazione con l’Istituto di Studi internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il volume è liberamente scaricabile a questo indirizzo.

1 commento
interessante