Il regolamento Roma I e i contratti fiduciari conclusi con i consumatori

6 Novembre 2020 di Ester di Napoli

Corte di giustizia UE, sentenza 3 ottobre 2019, causa C-272/18,Verein für Konsumenteninformation c. TVP Treuhand – und Verwaltungsgesellschaft für Publikumsfonds mbH & Co KG – ECLI:EU:C:2019:827

Con sentenza 3 ottobre 2019 (causa C‑272/18), la Corte di giustizia ha fornito chiarimenti in merito all’ambito di applicazione della Convenzione di Roma del 1980 e del successivo regolamento n. 593/2008 in materia di legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (“Roma I”), in riferimento a un contratto fiduciario concluso con dei consumatori.

Il procedimento principale

Il procedimento principale riguarda una controversia tra un’associazione di consumatori con sede in Austria e una società avente sede in Germania, in merito alla legittimità di una clausola di scelta del diritto applicabile utilizzata da quest’ultima in contratti fiduciari conclusi con investitori privati. Tale clausola, che prevede l’applicazione del diritto tedesco, non è stata negoziata individualmente ed è inclusa in moduli contrattuali standard. La società tedesca indirizza le sue prestazioni di servizi verso il mercato austriaco attraverso un sito Internet con dominio “.at”, dal quale l’utente è rinviato al sito tedesco (.de). L’associazione di consumatori ritiene illegittima la clausola di scelta del diritto applicabile. Il giudice del rinvio chiede se l’esclusione dall’ambito di applicazione prevista dall’art. 1, par. 2, lett. f) del regolamento Roma I ricomprenda anche un caso come quello di specie e se una siffatta clausola di scelta del diritto applicabile sia contraria alla direttiva 93/13/CEE concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori.

La pronuncia

La Corte ricorda che sono esclusi dall’ambito di applicazione materiale del regolamento Roma I gli atti di natura complessa necessari per la costituzione di una società, che ne regolano la vita interna o lo scioglimento (sentenza 8 maggio 2019, Kerr, causa C-25/18, punto 34). La clausola di scelta del diritto applicabile al contratto fiduciario in menzione ha lo scopo di regolare i rapporti contrattuali, che rientrano pertanto nell’ambito della lex contractus. Tali contratti fiduciari, prosegue la Corte, qualificati come contratti conclusi con i consumatori, pur dovendo considerarsi come aventi ad oggetto una fornitura di servizi, non godono dell’esclusione di cui all’art. 6, par. 4, lett. a) del regolamento Roma I, che stabilisce che le norme di tutela dei consumatori ivi previste non si applichino “quando i servizi dovuti al consumatore devono essere forniti esclusivamente in un paese diverso da quello in cui egli risiede abitualmente”. Risulta infatti dagli atti del procedimento che i servizi della società tedesca sono forniti ai consumatori, a distanza, anche online, nel Paese di loro residenza. La Corte, infine, chiarisce che è abusiva, ai sensi della direttiva 93/13, una clausola di un contratto fiduciario come quello in menzione, concluso tra un professionista e un consumatore, che non è stata oggetto di un negoziato individuale e in forza della quale la legge applicabile è quella dello Stato membro in cui la società ha la propria sede sociale, quando induce in errore il consumatore, dandogli l’impressione che al contratto si applichi solo la legge di tale Stato membro, senza informarlo che egli gode anche, in forza dell’art. 6, par. 2, del regolamento Roma I, della tutela accordatagli dalle disposizioni imperative del diritto nazionale che sarebbe applicabile in assenza di tale clausola.