È contrario all’ordine pubblico il diritto straniero che non prevede il risarcimento del danno non patrimoniale da perdita parentale

by Tommaso Ferrario

Trib. Milano, sez. XI civile, sentenza 27 novembre 2019, n. 10895

provvedimento disponibile nella banca dati ‘GiustUp’

Il Tribunale di Milano, con sentenza n. 10895/2019, ha dichiarato contrarie all’ordine pubblico le disposizioni del codice civile olandese che non contemplano il risarcimento del danno non patrimoniale per l’effetto della morte di un congiunto.

I fatti

A seguito di un incidente mortale occorso in provincia di Mantova, i familiari della vittima – cittadini olandesi stabilmente residenti nei Paesi Bassi – domandavano all’Ufficio nazionale di assicurazione per i veicoli a motore in circolazione internazionale (Ufficio centrale italiano), il risarcimento per le spese funerarie e per il danno non patrimoniale da perdita parentale. In sede di determinazione del diritto applicabile, i giudici rilevavano tuttavia che il diritto olandese, richiamato dal regolamento n. 864/2007 in materia di legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali (“Roma II”), non prevedesse il risarcimento del danno non patrimoniale patito per la morte di un congiunto. Conseguentemente, come eccepito dall’Ufficio centrale italiano, soltanto la pretesa relativa al risarcimento del danno patrimoniale avrebbe dovuto ritenersi fondata.

La pronuncia

I giudici accoglievano la domanda applicando il diritto italiano in virtù dell’art. 26 del regolamento Roma II, ritenendo il diritto olandese manifestamente incompatibile con l’ordine pubblico. Come evidenziato dallo stesso tribunale, la decisione si pone in linea con l’orientamento della Corte di cassazione che vede il risarcimento del danno da perdita parentale tra i principi riferibili all’ordine pubblico internazionale (Cass. civ., sez. III, sentenza 30 aprile 2018, n. 10321). Il risarcimento del danno parentale – rileva la Corte – assume infatti una dimensione costituzionale in quanto posto a garanzia dell’intangibilità delle relazioni familiari, tutelate anche dall’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dall’art. 7 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in questo senso già Cass. civ., sez. III, sentenza 22 agosto 2013, n. 19405).

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