La competenza giurisdizionale per il risarcimento danni da asserite condotte diffamatorie a mezzo internet

di Marco Sposini

Cass., sez. un., ordinanza 17 dicembre 2021, n. 40548, ECLI:IT:CASS:2021:40548CIV


La Corte di cassazione a sezioni unite, con ordinanza 17 dicembre 2021, n. 40548, resa in sede di regolamento di giurisdizione, ha fornito chiarimenti sull’interpretazione della disposizione contenuta all’art. 7, n. 2, del regolamento n. 1215/2012 sulla competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (“Bruxelles I bis”), nel contesto di un’azione finalizzata ad ottenere il risarcimento dei danni dalla diffusione, tramite alcuni siti internet, di notizie potenzialmente diffamatorie.

Il procedimento

Nel 2019, una società italiana promuoveva un giudizio, avanti il Tribunale di Roma e nei confronti di un ente pubblico svedese, chiedendo il risarcimento dei danni extracontrattuali arrecati dal convenuto che, mediante la pubblicazione di dichiarazioni e notizie online, avrebbe screditato l’immagine e la reputazione commerciale dell’attrice, nel corso dell’esecuzione di un contratto inter partes ed anche a seguito della sua intervenuta risoluzione.
L’ente pubblico svedese aveva affidato alla società italiana l’appalto per la realizzazione di due tunnel in Svezia ed il contratto era stato poi ceduto dall’appaltatrice ad un’altra impresa.
Il convenuto eccepiva il difetto di giurisdizione del giudice italiano, a favore del giudice svedese, ed instaurava regolamento preventivo di giurisdizione ex art. 41 c.p.c., assumendo, in particolare, che:

– i lamentati danni si sarebbero verificati in Svezia, in quanto le pubblicazioni erano state effettuate in lingua svedese ed erano apparse su siti svedesi;
– benché qualificata dall’attrice come “extracontrattuale”, l’azione della società italiana dovrebbe essere considerata di tipo “contrattuale”, avendo origine dal contratto di appalto, e dovrebbe, dunque, valere la proroga della giurisdizione ivi prevista, a norma dell’art. 25 del regolamento n. 1215/2012.

La pronuncia

La Corte di cassazione ha stabilito che la competenza giurisdizionale spetta al giudice italiano.
Invero, trattandosi di un’azione di natura extracontrattuale, opera il criterio di collegamento dell’art. 7, n. 2, del regolamento, con la conseguenza che, conformemente alla costante giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea “la giurisdizione si radica o nel luogo in cui si è concretizzato il danno o, in alternativa, a scelta dell’attore danneggiato, in quello dove si è verificato l’evento generatore di tale danno”.
Sussiste, pertanto, la competenza giurisdizionale del giudice italiano, poiché “le pubblicazioni potenzialmente lesive ….sono risultate comunque accessibili e reperibili anche in Italia, essendo indifferente la lingua usata per le comunicazioni, non incidendo tale circostanza sul criterio di collegamento, rilevando solo il luogo di diffusione (v., in termini, Cass. SU n. 28675/2020)”.
La proroga della giurisdizione prevista nel contratto, a favore del giudice svedese, non è applicabile per il fatto che:

– essa “non può estendersi alle controversie risarcitorie che abbiano natura extracontrattuale come nel caso di specie, alla stregua dell’inequivoco ‘petitum’ sostanziale dedotto ….riconducibile ad una pretesa risarcitoria per danni conseguenti alla diffusione di informazioni diffamatorie a suo carico, con riferimento alla quale la sussistenza in un rapporto contrattuale tra le parti rappresenta solo una circostanza fattuale”;
– la medesima clausola non è opponibile alla società italiana, avendo quest’ultima ceduto il contratto ed essendo così del tutto libera dagli impegni preesistenti (cfr., nello stesso senso, Cass. SU n. 3125/2021, in un’altra controversia tra le stesse parti).

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